Ringiovanire le città: le strategie per l’invecchiamento attivo e la salute urbana

Le città sono i luoghi in cui è maggiormente prioritario intervenire per migliorare la qualità della vita e della salute delle persone. Da tempo i comuni sono protagonisti nella realizzazione di politiche e interventi che promuovono stili di vita più salutari, ridisegnano gli spazi pubblici, favoriscono i rapporti tra le generazione e l’impegno civico in attività di volontariato che avvicinano categorie diverse di residenti e promuovono la coesione sociale.

I tanti progetti URBACT che affrontano la dimensione materiale e immateriale del miglioramento della qualità della vita urbana sono il punto di partenza di un dialogo che coinvolge amministratori, funzionari ed esperti e punta ad offrire una prospettiva europea a un tema che riguarda l’azione quotidiana di migliaia di piccoli e grandi centri in Italia.

Azioni come il “paradigma del gioco” creato da Udine, buona pratica al centro del Transfer network guidato dalla città friulana, o la “città del volontariato” che sta coinvolgendo il piccolo comune di Capizzi o ancora le strategie per la rivitalizzazione partecipata del centro storico a San Donà di Piave sono il punto di partenza di un dialogo che coinvolge esperti e imprese che stanno lavorando a soluzioni partecipate per promuovere la salute e la coesione sociale nelle città.

L’incontro punta a evidenziare anche idee e soluzioni per promuovere lo sport e l’attività fisica come elementi di crescita sociale, ambientale ed economica per il territorio, creare comunità e legami tra diverse generazioni. Le esperienze portate avanti da città europee e dalle città della Rete delle Città Sane dell’OMS costituiranno ulteriori elementi di riflessione e proiezione internazionale per uno dei temi principali per la vita quotidiana di amministrazioni di ogni dimensione.

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Tra innovazione sociale e immaginazione civica: il rilancio di centri e periferie che parte dalla collaborazione con le persone

Il talk sarà un momento di confronto tra amministrazioni locali che hanno realizzato progetti riguardanti l’innovazione sociale, i beni comuni, il rilancio delle periferie e city maker, innovatori, attivisti che nei territori stanno accompagnando i governi locali nella creazione di nuove opportunità di socialità e impresa creativa.

Progetti come Gen Y City e Incredibol che hanno visto Bologna protagonista o il network URBACT BoostInno – Boosting Social Innovation che ha visto Torino e Milano collaborare con realtà come Barcellona e Parigi saranno il punto di partenza per evidenziare quanto la collaborazione tra comuni e innovatori stia gradualmente ridefinendo il ruolo dei governi locali come soggetti capaci di abilitare chi vuole fare impresa e rigenerazione urbana dal basso e in maniera partecipativa.

Il panel si concentrerà su esperienze che negli ultimi anni hanno favorito la creazione di nuova imprenditorialità, soprattutto nelle periferie, e sulle forme innovative di collaborazione tra amministrazioni locali, fondazioni e imprese nazionali e del territorio.

L’impatto di tali azioni sui quartieri in cui stanno sviluppandosi sarà il tema al centro del dialogo tra amministratori, attivisti e operatori che disegnano dal basso l’Italia dell’innovazione e che metteranno in evidenza il profilo delle città che favoriscono la collaborazione fra attori diversi, nell’ambito di politiche pubbliche abilitanti e capaci di produrre impatti concreti.

Nel corso del talk saranno raccontate anche esperienze innovative come quelle realizzate a Bari nel Quartiere Libertà, ovvero Officina degli Esordi e Spazio 13, che dimostreranno in maniera pratica il legame tra i temi dell’innovazione sociale e della creazione di impresa creativa e il territorio, coinvolgendo a sua volta le rispettive comunità di riferimento (maker, innovatori, etc) che stanno contribuendo a rendere Bari uno dei laboratori di innovazione urbana più dinamici del Mezzogiorno.

Il panel coinvolgerà anche realtà europee come Lisbona e Aalborg che sono partner di Bari nel Transfer Network URBACT appena approvato Com.Unity.Lab, che punta a replicare in Italia il modello di innovazione sociale e sostegno all’impresa nei quartieri in crisi avviato a Lisbona, che ha favorito la creazione di un sistema di partnership tra associazioni di numerosi quartieri del centro e della periferia della capitale portoghese.